Ossessioni parte quarta: nidficare

scritto da violadive il mercoledì, 31 gennaio 2007,13:24

NidificareCredo di portarmi nel DNA i retaggi della sindrome da nidificazione cui sono afflitti i miei genitori, mia madre in particolare.

In fondo credo si tratti di una sindrome adorabile, per lo meno finchè si è sufficientemente giovani, con braccia e schiena forti, per sopportare traslochi e giri di valzer immobiliari.

Già da bambina erano chiari in me i sintomi di una indiscutibile discesa verso il baratro. Con periodicità semicostante, già da molto tempo prima che le fasi lunari incominciassero ad influenzare il mio sviluppo, mi arrovellavo sul come e dove mofificare il mio nido, la mia stanza.

C'era il mese dell'ossessione da poster, quello dell'essenzialità assoluta, quello dei dischi di vinile appesi ovunque, quello del post-moderno, classico, pop art, andy warrol, sfacciataggine, provocazione, puzzles, riverniciatura pareti, foto foto foto foto e via così.

Ho amiche che da quando hanno 4 anni e mezzo non hanno mai spostato neppure una Barbie nella loro stanzetta rosa tutta tulle e volant, io alle Barbie masticavo i piedi e le investivo con un furgoncino giocattolo. Forse però sono più normale io..

La mia camera è stata, nell'ordine: dove adesso c'è la camera di mia sorella, dove adesso c'è la camera dei miei, di nuovo dove adesso c'è la camera di mia sorella, dove adesso c'è lo studio di mia sorella. I mobili non sono cambiati, si sono ridotti o sono aumentati, ma sempre quelli sono.

Assieme alla mia stanza giravano, ovviamente, tutti gli altri locali della casa. Mio padre veniva caricato come un somaro di mobili sulla schiena, che portava da una stanza all'altra, perfino da un piano all'altro, a volte calandoli dal terrazzo a braccia, tutti imbracati i vecchie cinghie delle tapparelle. I vicini hanno pensato che fossimo dei ricettatori psicopatici. Resta il fatto che, a lavori ultimati capitò più volte di chiederci "avanza un locale, adesso dove la mettiamo a dormire la bambina?" Tadà!

Una delle tante differenze tra me e mia sorella (altezza e misure a parte), è che lei cambia i mobili o colore dei mobili come cambia le scarpe.

Mi ricordo una scena bizzarra. Avete presente quei letti dell'IKEA rialzati? Quelli con sotto la scrivania che per andare a letto devi salite la scaletta? Quelli che se ti tiri su all'improvviso di notte pesti una cragnata sul soffitto da restarci secco? Ecco. Diciamo che come praticità non sono il massimo, infatti mia mamma per cambiare le lenzuola si faceva calare dal soffitto come Tom Cruise in Mission Impossible, però per un bambino sono un sogno ad occhi aperti. Ebbene, mia sorella ha avuto quel letto, lo adorava, non scendeva mai da lì ma poi si è stufata, magicamente, in un opplà, e una mattina, sento mio padre imprecare e mia mamma che ride come una matta, seguo i rumori e arrivo dritta dritta in camera di mia sorella: mio padre stava segando le gambe del letto rialzato per renderlo alto come un letto normale.

Questa è la mia famiglia, never boring!

Un momento magico, il più magico credo, è stato il festival del raschia via la moquette, che si è tenuto al secondo piano di casa mia nel 2000, è durato, pensate bene, 5 mesi.

Succede che una mattina la madre si sveglia e dice al padre: "La moquette non la voglio più, tiriamola via e mettiamo il pavimento in pietra"

Padre: "Ma l'intero piano secondo è ricoperto di moquette... e se facessimo un locale alla volta?" 

Madre: "No, tutto insieme, così è più bello"

P: "Fai da te o impresa di professionisti che in 2 giorni finiscono, puliscono e vanno?"

M: "Me lo chiedi?"

P+M: "Fai da te!!!"

E fu così che passammo i successivi 5 mesi a strappar via moquette e grattar via la colla, spostando i mobili sulle parti già grattate per poter grattare sotto i mobili stessi. Mentre grattavo mia sorella mi interrogava in diritto privato, mentre lei grattava le facevo ripetere le lezioni di scuola (abbiamo qualche anno di differenza...).

Ci son venuti dei pettorali pazzeschi, spalle alla Rosolino e palle alla Benicio del Toro!

Comunque this is it, beccatevi sto siparietto di vita vissuta che io torno a lavorare.

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Ossessioni parte terza: la conversione

scritto da violadive il martedì, 30 gennaio 2007,12:22

Esiste un desiderio recondito in ogni donna, più grande di un amante focoso, molto più grande di una carriera folgorante, incredibilmente più grande di una schiera di bambinetti urlanti, uno zichignino meno di avere le tette della Seredova: è lui, l'unico, impareggiabile, ineguagliabile, invidiatissimo, patinatissimo amico gay!

Ebbene sì, la soddisfazione che si accende nel cuore quando puoi dire alla Patty "non sai cosa è capitato a me e il Gigi l'altro ieri dall'estetista... come chi è il Gigi?!...ma dai, il Gigi, quel mio amico gay di cui ti ho tanto parlato!"

Eccolo lì, appare sul volto teso della Patty quel magnifico ghigno di invidia, gelosia e falso compiacimento ipocrita che ADORI vedere.

Perche quando hai un amico gay inizia a parlare con quelle parole lì tutte maiuscole pluri-inizialiche tipo "io Aaadoro" .. "sei un Tttesoro".. "che Mmmeraviglia"... "ma che Cccarinoo"

I maschi non capiscono, loro l'amica lesbica la vorrebbero per altri motivi: "Rrrozzi"!!

Adesso con coraggio spiegherò a tutti i maschi il grande mistero, Signori, prestate attenzione:

L'amico gay è l'essere perfetto: 

è più fine di una donna, non dice le parolacce e noi, consumate scaricatrici di porto, quando siamo con lui diventiamo tutte fini e piene di diminutivi. Lui tira fuori il meglio di noi! L'amico gay è meglio dell'amica donna, non è mai invidioso, se dimagrisci non ingozza la bambolina voodoo con la tua faccia sperando di farti ritornare come prima, in un locale non è in competizione con te per attirare gli sguardi del maschio perchè, patti chiari e amicizia lunga, a te gli uomini, a lui i gay.

L'amico gay è meglio dell'amico uomo, se cerca di infilarsi nelle tue mutande è solo per vedere come gli stanno. Se ti dice che un vestito ti sta bene è sincero e di solito non lo fa solo con i vestiti micro francobolicci super scollatissimi da vera porca con scarpa da monta. Se ti dice che ti sta male lo fa invece con grazia, non del tipo "Uè, mi sembri una salama da sugo tutta legata con le corde, và lì come straborda fuori tutto"

L'amico gay fa mooolto figo, conosce i posti più in, di solito è single o se ha una storia la vive con quel senso di libertà che le amiche donne non hanno. Per capirci: tanto è cool essere invitata (da single) ad un brunch a casa di una coppia di amici gay, quanto è da super sfigata essere invitata (da sola) a pranzo a casa della tua amica e di suo marito.

In pratica l'amico gay è il must, il top, la vetta della realizzazione sociale, basta non incappare nel grande errore.

IL GRANDE ERRORE

Si tratta dello stesso errore che ha fatto la Nina Morich (si scrive così?). Allora: Dio ti crea perfetta, tu che fai? Ti fai iniettare un canotto gonfiabile in bocca e rovini tutto.

L'amico gay è un dono del cielo, è rarissimo, è una botta di culo pazzesca, e tu che fai? Ti innamori?

Ma dico sei scema? La conversione non esiste e non serve, mi cara amica donna, lui è così perfetto solo perchè è gay, se no era come il tuo amico Tazzuja, quello con cui fai le gare di rutti, quello che ogni volta che abbassi la guardia lo sgami a guardarti le tette.

Lascia perdere che è meglio, tu che sperperi i doni divini!

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Ossesioni parte seconda: gli amori passati

scritto da violadive il lunedì, 29 gennaio 2007,18:07

Vagare nella rete in cerca di un segno

google "nome e cognome" niente, troppi risultati o nessuno.. che fine avrà fatto, come si può sparire così?

.. surfare sulle sue tracce..

.. avrà un'altra? sposato? bambini? single? magari si è scoperto gay, magari ha avuto un incidente ed è morto, magari si sta nascondendo da me, perchè lo sa che ancora adesso apro la posta e spero di trovarci una sua mail, e non chiudo l'indirizzo pieno ormai solo di spam, perchè è l'unico modo che lui ha per ritrovarmi

.. giri in giro senza una speranza e poi lo trovi in un vecchio forum, trovi alcuni suoi messaggi sull'installazione di un gioco per il PC,  trovi mille suoi omonimi, trovi anche la sua pagella delle elementari, il suo punteggio ad un torneo di tennis, una vecchia foto di classe

.. trovi suo padre, gli scrivi (se pazza), che fine ha fatto suo figlio? inaspettato, ti risponde, ti da un'e-mail, la sua e-mail, gli scrivi (sei pazza), niente (avrà pensato che sei pazza)

Aspetti cerchi e poi un giorno ti dimentichi, ed è lì che ti trova lui, quando tu non lo aspettavi. e ti manda una foto: è come tanti anni fa. poi chatti un po'... o mio dio è rimasto tutto uguale, come tanti anni fa, lui ha ancora 16 anni, tu 27!!!

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Ossesione aerobica

scritto da violadive il lunedì, 29 gennaio 2007,17:43

Ho fatto il tagliando: molto male!

Cose notate che non mi piacciono: peso (da ridurre), tono (da aumentare), segni da attività sportiva (assenti), segni da stress e trascuratezza alimentare (in numero superiore ai livelli accettabili), condizione schiena (= anziano). Tempo necessario a scrivere questo elenco: 34 secondi netti.

Cose notate che mi piacciono: rughe (ancora regge), volontà di miglioramento (meglio di ieri), idee per migliorarsi (molte). Tempo necessario a scrivere questo elenco: 7 minuti e 14 secondi.

Programma: non fare un programma, pensare a Rocky 4 (com'è che solo così riesco a riprendere la palestra???), decidersi ad uscire dall'ufficio prima delle 19:00, ricordarsi che la cosa difficile è iniziare, pensare al fatto che questo è probabilmente l'ultimo anno per iniziare.

Le donne lo sanno, prima dei 26 anni esci la sera, bevi come un cammello prima della traversata del sinai e il giorno dopo NIENTE PANCIA. Improvvisamente ecco arrivare i 26 anni, ecco la festa del tuo compleanno, ecco l'alcool che scorre a fiumi, giorno dopo PANCETTA DEL BEVITORE.

Tempi di riassorbimento: variabili, a salire.

Tempo per rendersi conto che qualche cosa è irrimediabilmente cambiato: 2 anni

Tempo per arrendersi: 5-7 anni

Campanello di allarme: Madonna è messa meglio di te che potresti essere sua figlia

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Attenzione:

scritto da violadive il lunedì, 29 gennaio 2007,17:28

Il mio blog è come me: minimalista ma non per scelta.

Che ragazza semplice che sei, mi piace la tua semplicità, se bella così acqua e sapone.

E se per una volta mi volessi "sofisticare" un po'? No dico, una borsa di Luis Vitton indosso a me sembra una sacca della Reebok (tarocca)! Non che sia il modello fighetta firmata quello a cui anelo, ma un velo di mistero ogni tanto, così, quel pizzico di intrigante, di femmina sui tacchi? NADA

L'altro giorno, questa ve la devo proprio raccontare, ho accompagnato il mio moroso a fare una consegna di lavoro. Siamo andati in un capannone, in una di quelle ditte dove la gente lavora davvero, mica come noi culi poltronati che picchiamo tutto il giorno i polpastrelli sul PC. Fatto sta che il titolare di questa ditta, un uomo tutto di un pezzo, esce per accoglierci e, sorpreso dall'inaspettata presenza di una donna (io, per chi avesse dei dubbi), quasi si imbarazza. Passa dalla condizione di maschio sudato a maschio impacciato e già così acquista tipo 2000 punti. Poi guarda il mio moroso e gli dice "chi è quella lì?", ne perde tipo 40.000, subito.

Breve nota: quando utilizzo termini quali "quella lì" ; "quella là" ecc.. mi riferisco sempre e solo a me medesima. Il tono non è quello di uno che vede passare la Bellucci e dice "Chi è Quella lì", bensì quello di uno che vede passare me e dice "chi è quella lì?"

Torniamo a noi

MOROSO "è la mia fidanzata, oggi è a casa dal lavoro e mi fa compagnia"

MASCHIO IMPACCIATO "che lavoro fa?"

MOROSO ... imbarazzo... lui lo sa che lavoro faccio ma spiegarlo al maschio sudato imbarazzato è un'altra cosa... quindi entra nel personaggio rude e spara un:  "lavora in una società, fanno consulenza finanziaria, investimenti per quelli con i soldi"

MASCHIO SUDATO "mica sembra una che lavora coi ricchi"

Con questo chiudo!

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