Non so se crederci

scritto da violadive il mercoledì, 28 febbraio 2007,14:58

Telefono

Madre: "Dovresti dirmi se pensi di venire a cena da noi questa sera"

Figlia: "Mamma, come ti dicevo ho svariati impegni in questo periodo, venerdì parto per tornare in Lussemburgo, entro due giorni devo quindi finire il trasloco, pulire la casa che lascio e riporre gli oggetti nella casa nuova, fare le volture dei contatori, scrivere almeno 10 cartelle della tesina del master, organizzarmi il rientro in Lussemburgo, gestire il cambio casa in Lussemburgo (eh sì... sai com'è, sto pensando di traslocare anche lì, mi scade il contratto), stirare, nutrirmi, dormire (opzionale) e andare a lavorare, insomma... credo di non farcela..."

Madre immaginaria: "Posso aiutarti?"

Madre: "Vuoi venire a cena da noi questa sera?"

Figlia: "Ti dicevo che la sera, tornata dal lavoro, ho tutta una serie di impegni da gestire prima di partire, non credo di avere tempo per venire a cena. Quando tornerò dal lavoro saranno già le otto, dovrò passare dalla vecchia casa a pulire tutto, leggere i numeri dei contatori e passare dalla proprietaria a lasciarle le chiavi, finirò per le dieci e mezza se tutto va bene"

Madre Immaginaria: "Vuoi una mano a pulire? Così ti sbrighi prima"

Madre: "Quando hai fatto tutto ciò puoi sempre passare da noi per cena"

Figlia: "Mamma, credo che quando avrò finito sarò talmente stanca che avrò solo voglia di farmi un bagno e andare a letto"

Madre Immaginaria: Carezza immaginaria. "Mi spiace che siamo partiti per le ferie proprio quando tu traslocavi, magari avresti avuto bisogno di una mano"

Madre: "Peccato, finchè eravamo al mare abbiamo comprato i pasticcini pugliesi"

categoria: prosa
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Mi son fatta prendere la mano

scritto da violadive il martedì, 27 febbraio 2007,09:53

Mi son scordata di noi.

Tra scatoloni e polvere, talmente tanta polvere che mi è perfino passata l'allergia agli acari, mi son dimenticata il perchè, il senso della cosa.

Che palle!

Ho desiderato di vivere con lui così tanto, e adesso, presa dal pulire, sistemare negli armadi, montare i mobili Ikea, scegliere le tende, ma che tende hai scelto?, decidere in quale armadietto mettere i bicchieri, decidere se buttare o meno le foto e lettere degli ex (e se muoio e lui le trova e ci resta male?)... insomma nel delirio infratrasloco mi son persa il gusto del moroso.

Che palle!

Sono come quelle coppie che prendevo in giro "Non diventerò mai così, mai una di quelle!" e invece eccomi qui già sulla buona strada.

Mi devo un attimo ridimensionare, e poi ancora, se nella casa nuova non mi sento ancora a casa mica è colpa mia, ma questo non vuol dire che mi debba sentire triste in un momento felice.

Mi verrà la paranoica sindrome di mastrolindo? La sindrome del "basta seminare in giro i calzini" o del "devo stirare, altro che uscire a cena" o peggio ancora del "ma in questa casa metto in ordine solo io?"

Ennò porca miseria, mi devo proprio ridimensionare!

Comunque, tanto per la cronaca, adesso mi rimetto in bolla ma sia chiaro che il mio senso di colpa non passerà così facilmente, manderò una mail di scuse al mio moroso per essere stata una horrible housewife, e per non avergli neppure fatto una carezza uscendo questa mattina, perchè ero di fretta, e lui che mi ha pure preparato la spremutina... mi viene il magone.

categoria: prosa
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Voglio la sua testa

scritto da violadive il martedì, 20 febbraio 2007,16:16

La mia è una vita semplice.

Sono cosine minuscole quelle che mi rendono felice.

Per esempio guardarmi in santa pace e beata solitudine le puntate di RIS mangiando la mia bella pizza.

Non importa quanto possa sembrare stupido, è un mio momento, solo mio, metto il tutone di pile (anche d'estate), le ciabatte con il cane, mi accuccio per terra sui cuscinoni davanti alla TV e mi godo la MIA serata.

Oggi c'è l'ulima puntata, l'ho aspettata tanto, quasi con un velo di tristezza perchè poi sarà finito.

E cosa mi deve capitare?

Arrivo in metropolitana questa mattina, cerco "Metro" ovunque, lo trovo, lo apro, c'è un articolo che racconta come finisce RIS: bastardo!

categoria: prosa
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Il peso della cultura

scritto da violadive il lunedì, 19 febbraio 2007,14:32

Sto traslocando.

Chi mi conosce dirà: ancora?!?

Amico Disponibile Ad Aiutare "Giovinotta, ancora tu ti ostini a spostar di nido in nido codesti testi universitari ormai obsoleti?"

Io "Tu hai ragione, ma non me ne posso separare, tengo ancora sul comò il codice civile del 1998. Tutto iniziò quando il Guardamagna mi predisse: "Donna, cvesto sarà il tuo Vangelo, imparalo a memoria, un articolo per sera". Mai fatto, ovviamente, però però l'ho ormai messo sul comò, e lì deve restare perchè mi porta tanta fortuna (e poi d'estate viene buono per schiacciare le zanzare)"

ADAD "Ok sorella, ma almeno allora non cambiare casa ogni sei mesi"

Io "Tu hai ragione, ma sai anche che non ho ancora finito di migrare. Le tue braccia sono così forti e maschie, sollevami anche quello scatolone lì, quello con dentro i sussidiari delle medie"

ADAD "Ma tu sei fusa in quel testolino mesciato. E i quaderni delle elementari no?"

Io "Quelli li ho parcheggiati a casa della mamma"

ADAD "Benedetta sia tua mamma (oltre che grandissima gnocca)"

Io "Ehi! Ti ho sentito! Comunque visto che ti piace così tanto la mia genitrice, adesso che ne dici o dolce amico di andare da lei a prendere i quaderni delle elementari?"

ADAD "Poi  me la dai?"

Io "Ovviamente no, che assurdità"

ADAD "E mi farai sperare di darmela un domani? Così, giusto per convincermi ad aiutarti"

Io "Certo, questo è già più nel mio stile"

ADAD "Bene, andiamo"

Libri

EPILOGO

Se ieri fosse andata davvero così oggi non sari qui con la schiena rigida e la sciatica in fiamme. Da sola sollevai pile di libroni e di librini, con quel movimento che ti dicon tutti di non fare, ginocchia bloccate e schiena a manovella. Ebbene, mentre incartonavo col naso rosso per la polvere volante, mi è venuto di pensare "Son 22 anni che studio, dei primi 15 non mi ricordo quasi un tubo, a parte che i Fenici venivano dal Libano e avevano qualche cosa a che vedere con il legno di cedro"

categoria: prosa
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Quando si oltrepassa quel limite

scritto da violadive il lunedì, 19 febbraio 2007,10:53

occhio

Considerando che:

1) Non sei stato invitato;

2) Sai di non essere il benvenuto;

3) Conosci il mio disprezzo per te e sai anche che in pubblico lo maschero abilmente, onde evitare di rovinarti la reputazione e di render noto a quei pochi "amici", che ancora ti sopportano, quanto tu sia spregevole;

4) Se evito di raccontare a tua madre ciò che fai di nascosto da ormai.. quanti anni sono? saranno almeno 4? è solo perchè non vorrei mai ferirla, povera donna. La natura già le ha dato un figlio come te, non infieriamo;

5) La mia educazione montessoriana mi porta ogni volta a ricordarti, con pazienza giobbica, che preferirei tu evitassi di vomitarmi sul telefono i tuoi sms sgradevoli e offensivi;

6) Il fatto che ti saluti freddamente e da lontano, dipende dal fastidio che provo nel vederti, in combinato disposto con una certa forma di urbanità che mi rammenta nella testolina "Silvia, saluta le persone, sempre, anche quelle come lui";

7) Se sono a cena con l'uomo che amo e tu lo sai, e mi mandi un sms offensivo nei suoi confronti, così gratuitamente, senza neppure conoscerlo, non credo tu lo faccia per "essere mio amico" come sostieni. Credo invece tu lo faccia perchè sei un povero idiota con brandelli di cervello malamente distribuiti e tra loro sconnessi;

8) Se io ci metto 15 ore e 0,5 grammi per calmarmi, e rispondo il giorno dopo al tuo sms offensivo, chiedendoti gentilmente e per l'ennesima volta, di cancellare il mio numero e di non mandarmi più sms, e se tu reagisci bombardandomi di insulti per un pomeriggio intero;

9) Se il mio fidanzato esasperato è costretto a chiamarti per chiederti di lasciarci in pace;

10) Se quando lo fa tu non capisci e continui a tormentarmi.

Tutto ciò ciò premesso, succede che

Avresti dovuto supporre, nonostante la tua demenza, che prima o poi avrei perso la pazienza;

e

Il fatto che io sia sempre stata pseudo-calma ed educata ti avrebbe dovuto far riflettere su una cosa a molti nota e cioè che "Le persone calme è meglio non farle incazzare, mai!";

e, infine,

Dato che sai quanto io sia intimamente vendicativa, avresti dovuto immaginare che a continuare ad insitere sarebbe finita male.

Bene,

adesso che sai cosa penso di te, adesso che diverse altre persone lo sanno, adesso che ho deciso cosa farne di te, resta solo da stabilire il quando e il come.

Vorrei citare in questo frangente mio padre, fonte di ogni mia ispirazione, che dinnanzi al nemico sorride, si volta, mi guarda e mi dice: "Figlia, ho forse mai perduto una partita a Risiko?"

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