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Sulla strada auto, luci che sfrecciano ed io, come un gatto incantato, mi inchiodo a fissarle.
Non c’è nebbia stasera, ma un lento vapore si alza lento dall’asfalto caldo, ancora bagnato.
Ha piovuto a lungo oggi, ininterrottamente, quasi non fosse estate e poi, all’improvviso, uno squarcio a spaccato il cielo il cielo in due metà, e tutto è sembrato fermarsi.
Esprimo un desiderio, e il taxi subito arriva.
Avrei dovuto chiedere un milione di sterline e una birra ghiacciata – penso.
L’autista è un bell’uomo, troppo elegante, forse non dovrei salire. Ma è tardi e l’afa è opprimente.
Le sicure si abbassano
“Ciao Kimmy”
E capisco. Presa- penso.
Non tento alcuna fuga e mentalmente dico addio all’agenda di domani.
Se lui conosce il mio nome le conclusioni sono due, primo: era me che voleva; secondo: il Reclutatore mi ha tradita.
Ripenso a Brian, una delle poche scopate buone dell’ultimo anno.
Ripenso al torneo di scacchi, alla nostra partita, giocata lenta e sensuale, ci conoscevamo mossa dopo mossa un poco più in profondità.
Ci guardavamo dritti degli occhi, senza abbassare mai lo sguardo sulla scacchiera, disegnandoci nella mente la disposizione dei pezzi.
“Cavallo in D7” dichiarai sapendo di perdere.
Sorrise “Puttana, nessuno si è mai permesso di lasciarmi vincere”
Passammo la notte insieme, e fino a mattina nessuno parlò.
“Se ti piace giocare ho una sfida per te - disse infilandosi i pantaloni – C’è un gioco- continuò – una partita a scacchi con pezzi veri, pedine umane, se vuoi vincere ti occorre un livello di concentrazione altissimo e costante, per giorni, mesi, alle volte anche per anni”
“Come si gioca?” chiesi senza pensarci
“Non voglio più rivederti – disse uscendo – in bagno c’è una borsa, un manuale, le regole. Leggilo, chiama il numero che trovi sull’ultima pagina, se non ti interessa brucialo, se ne parli con qualcuno giuro su Dio che ti uccido”
“Io gioco sempre rispettando gli schemi” urlai rabbiosa ad una porta già chiusa.
Così eccomi qui, stanotte, catturata da un tizio abbronzato e griffato Armani, come una principiante.
Forse volevo che mi prendesse – mi dico mentendo.
L’ultimo mese era stato un inferno e semplicemente stasera ho abbassato la guardia.
Distrazione: un evento imperdonabile per una giocatrice di scacchi.
Devo riprendere il controllo – mi dico – e salvare la partita.