Una brutta fasenda

scritto da violadive il mercoledì, 30 maggio 2007,15:08
beruschiSupponiamo che sospettiate che qualcuno in ufficio conduca un "business parallelo".
Supponiamo che non ne abbiate la certezza matematica ma che vi siano molte coincidenze che notate accavallarsi, di giorno in giorno.
Supponiamo che... il colpevole sospetti che voi avete intuito qualcosa (o forse è solo paranoia?).

Cosa fareste?

a) Tacete: se ve ne siete accorti voi se ne saranno accorti anche ai piani altissimi

b) Sapete benissimo che ai piani altissimi hanno le fette di salame sugli occhiali: ne parlate con chi di dovere mettendo le chiappette sulla graticola

c) Trovate il modo di insinuare il sospetto nei mega direttori galattici

Se la risposta è c) sono graditi i suggerimenti sul come fare.

Grazie
La vostra Erin Brockovich
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La stima scende vertiginosamente

scritto da violadive il martedì, 29 maggio 2007,12:58
Una volta il mio capo era un Dio.

Gli avrei perdonato qualsiasi cosa perchè non sbagliava mai un colpo.

Poi ha iniziato ad assumere.

E allora prima passi lo stagista più stordito del mondo.

Passi pure la Sacerdotessa: una tipetta made in China che con la segreta tecnica dell’errore di ortografia ha abbattuto un’intera foresta equatoriale a furia di stampa e ristampa.

Facciamo passare pure il tamarro ripulito che sta terrorizzando l’intera popolazione femminile del Lussemburgo con i suoi appostamenti da “ti strappo le mutande”.

Ma adesso stiamo esagerando!!!

Cazzo, quella volta che vengo in Italia non mi puoi mettere in ufficio con Pepè la Puzzola!

pepè la puzzola
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Alluvione

scritto da violadive il venerdì, 25 maggio 2007,14:19
Oggi la Violadive si è incazzata, ma si è incazzata davvero tanto, come non le capita quasi mai.

Si è incazzata per la maleducazione, la mancanza di rispetto, perchè ci sono personetotalmente prive del senso degli altri.

Si è incazzata tanto da guardare negli occhi una persona e dirle: "Ma che coraggio che hai!! Ma non ti vergogni?!"

Si è incazzata tanto da dirle: "Che delusione mi hai dato"

E per una predisposizione personale che non posso cambiare, quando sfondo l'argine non c'è ritorno, sorry ma sono così.
categoria: prosa
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... Continua.. "Pronto per le mie ragazze" - Capitolo V

scritto da violadive il lunedì, 21 maggio 2007,22:22
Puntata precedente qui

dottoressa

Lo spogliatoio dell’ospedale ha un persistente odore di disinfettante al limone, dopo tre anni di servizio la cosa ancora la sorprende.

Mentre sfila il camice e toglie gli zoccoli la porta alle sue spalle si spalanca all’improvviso facendola sussultare.

“Lara, hai dimenticato il blackberry”

“No Gerry, non l’ho dimenticato, l’ho lasciato di proposito in reception perché questa settimana non ho la reperibilità: vacanza, nel vero senso della parola, a partire da - uno sguardo all'orologio - adesso”

“Vuoi scherzare?”

“Non scherzo affatto, il primario mi ha lasciata libera ed è la prima volta in tre anni”

“Il fatto che tu non sia reperibile per l’ospedale non significa che tu non debba essere reperibile neppure per me, vero? Su dai, dammi un bacio”

“Non essere sciocco Gerry, vuoi farci scoprire?”

“Insomma Lara! Quanto ancora deve andare avanti questa storia? Sono già quattro mesi che usciamo insieme, davvero io non ti capisco, comincio a pensare che ti vergogni di noi… di me.”

“Lo sai bene che non mi vergogno, non mi accusare Gerry, tra di noi i patti erano chiari: quello che c’è tra di noi non si deve sapere, tanto meno qui in ospedale”

“Ma perché? Io non capisco”

“Gerry, ti ho spiegato mille volte il perché. Io sono un medico, tu sei un mio tirocinante. Non voglio che la mia carriera e la tua possano subire delle ripercussioni”

“Ma io ti amo”

“Tu non mi ascolti. Senti Gerry, io adesso devo proprio andare, ho un treno che mi aspetta e questa è la prima vacanza che faccio dopo mesi. Ne riparliamo al mio ritorno, va bene? Magari possiamo chiedere che tu venga trasferito ad un altro Tutor. Pensiamoci su”

“Dimmi almeno dove vai, se non ti porti neppure il telefono mi dici come faccio se ti voglio telefonare?”

“Non hai pensato che forse, per una settimana in vita mia, non voglio essere trovata? Adesso scusami Gerry, devo proprio andare. Non odiarmi ok?”

 

***

Fuori dall’ospedale è pieno di taxi, ma a quest’ora non conviene infilarsi in mezzo al traffico, a passi decisi si avvia verso la metropolitana, arriva fin quasi all’ingresso del sottopassaggio quando l’autista le grida “Signora, vuole un passaggio?”.

“No grazie, prenderò la metro”

“Ma oggi c’è sciopero, non lo sa?”

Non lo sapeva, strano, non ha sentito niente. Forse dovrebbe smetterla di ascoltare sempre l’i-pod e prestare maggiore attenzione agli annunci sonori.

L'uomo le sorride sereno e rilassato.

“La ringrazio, lei mi ha salvata – dice lei porgendogli la valigia – pensa di potermi portare alla stazione in quindici minuti?”

“Lei forse non lo sa, ma io sono il numero uno delle missioni impossibili, salga - dice lui aprendole cavallerescamente lo sportello – facciamo una strada alternativa, non si preoccupi, in un lampo lei sarà esattamente dove deve essere”

 

***

“Quindi è così che ti sei fatta fregare?” chiede Liv con il suo solito tono sarcastico.

“Devo ammettere che con te è stato molto più astuto, e con la storia dello sciopero ha rischiato parecchio. Insomma, se tu non gli avessi creduto avrebbe perso l’unica occasione che aveva per catturarti dato che ormai tu l’avevi visto in faccia” la incalza Kim

“Beh, fuori dall’ospedale ci sono decine di taxi, probabilmente rischiare era l’unico modo che aveva per prendermi”

Liv sorseggia il suo cocktail guardando il tramonto all’orizzonte: “Quindi tu ti chiami Fiona, bel nome ti hanno dato, i nostri due sembrano usciti da un negozio della Mattel”

“Sei simpatica Liv, un po’ furbetta forse ma simpatica. – poi all’improvviso Fiona si incupisce - Se solo avessi ascoltato Gerry…”

“Chi è Gerry?” le domandano in coro le atre due.

“E’ un mio studente. Voleva che gli dicessi dove andavo e che prendessi il blackberry, non gli ho dato retta”

“Quindi ti scopi i tuoi studenti prof?”

“Liv! Ma quanto sei cafona”

“Senti Kimmy non farmi la ramanzina proprio tu”

“No ragazze, vi prego – le interrompe Fiona – Liv ha ragione: mi scopo uno studente, ma non sono una professoressa, sono un medico, e Gerry è un mio tirocinante”

“Hai sentito Liv. E’ un medico. Un’altra scienziata.”

“Già. Comincio a pensare che non sia un caso”

“Cosa volete dire ragazze?” chiede Fiona confusa.

“Beh, io sono una biologa e Kim è una ricercatrice al dipartimento di fisica con la passione per gli scacchi, all’amico piacciono le donne un po’ secchione. E tu che medico sei?”

"Pediatra"

"Senti Kimmy, non perdiamo altro tempo, spieghiamole il nostro piano prima che lui ritorni"

"Voi avete un piano?"

"Le spiego io - dice Liv - ma non è prudente parlarne qui, vieni Fiona, io e te facciamo una passeggiata nel giardino mentre tu Kimmy resterai qui a presidiare la casa e quando lui arriverà... beh...sai cosa devi fare"

***

Quando lui ritorna è quasi scesa del tutto la sera. Lei è sola, la sua prediletta, la vede attraverso le vetrate in piedi a bordo piscina. Indossa un lungo vestito di lino bianco e la luce del tramonto le colora la schiena nuda di un rosso infuocato. E' scalza e gioca ad immergere in acqua la punta delle dita.
Lui si avvicina piano e quando è a un passo da lei e allunga una mano a sfiorarle la pelle.
Ed è quel brivido sincero che lo convince di averla ormai in pugno. Con entrambe le mani le stringe forte le spalle, mentre lei arrendevole piega in dietro la testa. Lui le afferra la gola completamente esposta, stringendo solo un poco, quel tanto che basta per sentire la vita che le pulsa dentro. Poi le bacia il collo, ed è un bacio lungo, e caldo. Ed è in quell'istante che lei si volta, e lo guarda con rabbia. Ad un primo sguardo sembrano gli stessi occhi che aveva quando lui l'ha rapita, ma in profondità si intravede passione. Ed è con rabbia che lei lo bacia sulle labbra, furente, come ad ammettere la propria sconfitta.
Dopo quel bacio lui sorride soddisfatto, mentre lei conserva ancora sul viso un espressione altezzosa.
E' una regina ormai vinta che costretta a prostrarsi non perde la propria superbia, mentre orgoglio e passione si combattono in lei.

bacio

Dal fondo del giardino Liv e Fiona assistono all'intera scena. Perfetta. E' stata perfetta. Talmente perfetta da sembrare quasi vera.

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Luoghi comuni: domanda per le donne

scritto da violadive il venerdì, 18 maggio 2007,17:16
In attesa del Capitolo V di "Pronto per le mie ragazze", che arriverà prontamente la prossima settimana, vi devo dire/chiedere un paio di cosine cosette:

1) number one volevo ringraziarvi per i tanti complimenti che mi avete fatto circa il racconto a puntate, ma soprattutto per le critiche che mi aiutano a capire dove sbaglio;

2) ho comprato un oggetto fichissimo: trattasi di albero spelacchiato (alto circa come me) in metallo con tante mollettine sulla punta estrema di ogni rametto per attaccarci foto, post-it eccetera eccetera, allego foto che è meglio:

albero foto

Secondo voi adesso dove fischio lo metto? Ma la vera domanda è: quanti fili di quanti maglioni tirerò prendendo dentro nei rametti di questo coso?

3) Curiosità: come mai quando esco da sola non mi si fila nessuno (ma proprio nessuno nessuno nessuno) mentre quando esco con la mia amica R. facciamo l'effetto carta moschicida? Sarà la combinazione "la mora abbronzata - la bionda slavata?". Non che me ne freghi poi più di tanto, però questa curiosità sociologica rimane (probabilmente la risposta esatta è ovvia: è lei che tampinano, io sono lì per una pura circostanza);

4) Sempre in tema, domanda rivolta alle donne che IMPLORO di rispondere perchè devo scoprire la verità: avete presente la categoria "sfigati devastanti super cessi schiaccianoci magari tamarri oppure over 40 ancora a casa con mammà"? Ebbene, e vi prego di essere oneste perchè io e le mie amiche abbiamo indetto una specie di Concilio di Nicea alla ricerca della risposta a questo quesito: anche a voi capita ultimamente di essere avvicinate solo da soggetti del genere?

No perchè i casi possibili sono solo due o tre:
a) io e le mie amiche abbiamo la faccia da "sfiga vieni a me";
b) tutti i ragazzi per bene sono timidi mentre gli sfigati (sarà la disperazione) sono i soli che si buttano (ovviamente è come buttarsi in una piscina vuota dal trampolino dei 15 metri);
c) siamo ufficialmente entrate in quella fascia di età in cui i coetanei migliori e quelli di qualche anno in più ancora presentabili sono ormai presi  e restano liberi solo gli scarti delle altre (che ci sarà un motivo no???), i logorroici, i contaballe, i maitrombati per motivi diversi da questioni religiose, i figli di mammà (specie diversa dai figli di papà), gli sposati ma con aspirazioni extraconiugali, quelli culturalmente pari ad un porta uovo, quelli con gli occhiali da sole grandi quanto la faccia e con 37 anni di mutuo sulle spalle per pagarsi la punto truccata, quelli che se si fanno ancora una lampada devo chiedere il permesso di soggiorno, i gay (o che stanno per scoprire di esserlo), i maniaci del computer, i maniaci e basta e infine quelli che volevano fare i preti ma dopo 756 milioni di pippe hanno pensato che era meglio farsi le pippe tutta la vita.

Se la risposta è a) oppure c) allora ho un motivo in più per essere contenta del mio fidanzato.

Se la risposta è b) ho un messaggio per i ragazzi normali:

INDOSSATE L'ARMATURA, MONTATE SUL CAVALLO DELLA VIDAL E FIONDATEVI A SALVARE LA CITTA DELLE RAGAZZE SINGLE POSTA ORMAI SOTTO ASSEDIO DALL'ESERCITO DEGLI SFIGHEZ!!!!
Lo dico per il vostro bene accipicchia, e a me non me ne viene in tasca niente!!!
categoria: prosa
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