Vita da Blogger - il libro: io ci sono!!!

scritto da violadive il giovedì, 20 dicembre 2007,16:37







Che bello! Il libro di Vita da Blogger è finalmente finito e disponibile per l'acquisto online su Lulu.com :-)


Ecco l'elenco completo dei post e dei blogger pubblicati.

1.    "Grazie blog" di personalitaconfusa

2.    "Mr.Gloomy™" di Mr.Gloomy

3.    "Posso dire che a me ha cambiato la vita in peggio?" di Deeproad

4.    "Masatomo e le sue mille Ella" di Masatomo

5.    "Fenomenologia del blogger" di autori vari

6.    "La risposta è una: vanità" di Mianonnaincarriola

7.    "L’aspetto sociale di questo meraviglioso mezzo" di Federico Fasce

8.    "Un modo alternativo per emergere" di Atomica

9.    "Piccoli, reali, dolori" di Anna Lupini

10.   "Scrivere liberamente e senza censura" di Sonoffog

11.   "I post diventano hub" di Tony Siino

12.   "Il solito obiettivo ultimo" di Ginevra 

13.   "Ho visto la mia essenza attraverso gli occhi di chi mi legge" di Krishel

14.   "Uno Splinder cannibale" di Lefty333boy

15.   "Il mio blog ha le radici" di Briciolanellatte

16.   "Tanti auguri!" di Rachele

17.   "Siamo simili noi donne con la penna" di Occhidadonna

18.   "Verso la fine" di Upclose

19.   "Osservando le dinamiche trasversali del blog" di Etranger

20.   "Piccolo campionario dell’abbandono" di Vito Ferro

21.   "Casalinga sì, ma non solo" di Fioredicollina

22.    "I tempi erano maturi perché avessi un blog" di out

23.    "Un trafiletto su Glamour" di Chiara

24.    "Questa me la devo postare" di St4rZ

25.    "Il blog non si può bruciare" di almost30

26.    "Provare a costruire qualcosa di vero e importante" di Nany

27.    "Un odore digitale di parole speziate con l'allucinogeno" di Malacconcio

28.    "C’è sempre qualcuno che prova a censurarti" di Rusty

29.    "Scrivere qualcosa che tutti possano leggere" di Paolino R.

30.    "Un blog a fumetti" di Vecio

31.    "Scrivere è tutto ciò che voglio" di Violadive

32.    "Intervista" di O0oSuNsHiNeo0O

33.    "Krishna, perché non dedicargli un blog?" di Isvari

34.    "La possibilità di fissare ciò che svanisce" di Massi Tutor

35.    "La sensibilità che ancora ci caratterizza" di Lascintilla

36.    "Quando l’informatico si fa il blog" di Andrea Beggi

37.    "Il mio diario telematico" di KAy979

38.    "Marco Bertollini intervista Cyrano per conto di Splinder" di Cyrano

39.    "The Ego of Ciccsoft" di TheEgo

40.    "Divagare per me è un tic" di Erbasalvia

41.    "Dalla Grecia, con ironia" di Benty

42.    "Dal blog alla carta stampata" di Enver
 
43.    "Vita loggata" di Ocrampal

44.    "Una naturale propensione per la disinformazione becera" di Dave

45.    "Di bloggare non mi stufo mai" di Stufa

46.    "Controcorrente" di Ehvvivi

47.    "Le mie visioni binarie" di Alice Avallone

48.    "Ho imparato a starmi ad ascoltare" di PleiadiElisewin

49.    "M'aprii a preziose e rinnovellate conoscenze" di SENZAQUALITA

50.    "Il viagra dell’attenzione" di Squonk

51.    "Piacere Flavia, ma tutti mi chiamano Fulvia" di Fulvia Leopardi

52.    "Un mezzo di relazione che rivoluziona il rapporto tra individuo e comunità" di Luca Conti

53.    "Il giro di vita" di Viscontessa

54.    "Mi ha permesso di conoscere anche belle persone" di Lennon81

55.    "Un foglio sgualcito senza spazio e senza tempo" di Shadox

56.    "Ora mi fermano addirittura per strada!" di Aenima

57.    "Il mio blogghe" di Rafaeli

58.    "Autostima e godimento" di trentamarlboro
categoria: prosa
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16/12/2007 Maroon 5 - Alcatraz: io c'ero!

scritto da violadive il mercoledì, 19 dicembre 2007,13:27
 
 
Grandissima scoperta anche i supporters:
Dashboard Confessional
ve li raccomando che sono bravi e belli!
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A teatro con Sacha

scritto da violadive il mercoledì, 05 dicembre 2007,08:30
La Mandragola 4
categoria: teatro
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A teatro con Sacha

scritto da violadive il lunedì, 03 dicembre 2007,16:45
categoria: teatro
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Anna

scritto da violadive il lunedì, 03 dicembre 2007,10:13
cavallo
L’aria oggi sa di coccoina, quella colla nel barattolo che mi piaceva tanto alle elementari.

Ne mangiavo tantissima, direttamente col pennellino che stava nel buco della colla ciambella.

Mi ricordo che ero una bambina già grande, che se ne stava per ore a giocare da sola, mi immaginavo un mondo tutto mio, di cui io ero il centro vitale e il motore propulsore.

Tutti, in quel mondo, rispondevano solo al mio volere.

Fino a dieci anni ho avuto una sola, grande amica.

Anna era bella, di due anni più grande e totalmente senza regole: il fascino della trasgressione in persona. Una bambina alta, bionda e con due occhi azzurri enormi che non aveva paura di niente e che non conosceva, e tuttora non conosce, il concetto di troppo.

Io avevo il dono della preveggenza. Sapevo con anticipo quando si sarebbe verificato un pericolo e tentavo in ogni modo di salvare il mondo. Anna, al contrario, si tuffava ridendo nell’occhio degli uragani e ne usciva estasiata e senza un capello fuori posto. Io rimanevo fuori, perché c’è sempre bisogno di un amico fidato che ti aspetti al traguardo. Ero pronta a dare l’allarme, a prestare soccorso, ad alzare la mano per chiedere il time out. E mentre lei godeva di ogni esperienza possibile, io sorvegliavo che non le accadesse nulla di brutto. Anna ed io andavamo a cavallo, ervamo libere e potenti: quegli animali enormi erano soggiogati al nostro volere perchè ci amavano; gli parlavamo col pensiero e loro ci rispondevano portandoci ovunque noi comandassimo, sentivamo tra le gambe le vibrazioni elettriche di questa soggiogazione e la paura che il cavallo, se solo avesse voluto, avrebbe potuto scagliarci lontano. Ma non accadeva. La nostra autorevolezza faceva si che l’animale ci rispondesse incondizionatamente.

Eravamo una civiltà superiore rispetto agli altri bambini: come barbari loro offrivano doni al sacro animale, spaventati e scaramantici speravano di ingraziarsi i suoi quintali di muscoli e le loro carezze trasudavano terrore. Montavano in sella tremanti, ti prego cavallino non mi fare del male.

Noi arrivavamo fiere alle scuderie, una pacca sulla spalla al nostro compagno, e subito ci mettevamo in contatto con la sua mente; gli svelavamo i nostri progetti e chiedevamo il suo parere, c’erano castelli da conquistare e nuovi mondi da scoprire, c’erano ostacoli altissimi lungo il percorso e si richiedevano all’animale massima collaborazione e fedeltà.

Nessuna paura, e le zollette di zucchero che portavamo loro servivano solo ad accrescere la sua potenza: un crollo di tensione non sarebbe stato tollerato in missione.

Nei pomeriggi d’estate, a casa di Anna, giocavamo ai cavalli.

A chilometri di distanza dal maneggio ci mettevamo in contatto telepatico con loro: diventavamo loro.

Il giardino era un percorso ad ostacoli, stendibiancheria, travi e tavolini formavano barriere altissime e noi cavalli le saltavamo eleganti. Anna, aveva le gambe lunghe e non esisteva ostacolo che non potesse superare.

 

Poi non so cosa accadde.

 

Un giorno mia madre si spaventò: non andrai più a cavallo mi disse, potresti farti male.

Il mio mondo crollò.

 

Al maneggio ci facevano imparare alcuni numeri da circo: cavalcare al contrario, passare sotto la sella al trotto, alzarsi in piedi. Il mio ultimo mese da amazzone stava per terminare ed io, per la prima volta, scoprii il significato della parola paura.

Perché mia madre mi aveva fatto questo? Come poteva seminarmi dentro il germe della debolezza: cadere? Farmi male? C’erano già stati parecchi incidenti ed io ero sempre rimontata in sella senza versare neppure una lacrima. La sua paura mi raggiunse, forse avevo ereditato da lei il dono della preveggenza?

Divenni codarda e il mio cavallo lo sentiva. Non rispondeva più ai miei ordini, non gli parlavo più come una volta. Fiutava la mia insicurezza ed io non desideravo altro che tutto finisse, che quel mese finisse, non sarei mai più tornata in quel posto, ero stata umiliata, ero come gli altri bambini, un essere inferiore, timoroso, senza nessuna autorevolezza.

 

La mia amicizia con Anna subì un duro colpo, io ero quella che aveva mollato.

Non mi capiva ma mi compativa.

 

La mia vergogna fu immensa.

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